SMDAYIT digital transformation

Digital transformation, la parola d’ordine del SMDAYIT

L’esperienza del Mashable Social Media Italy 2017 è stata positiva. Siamo tornati da Milano con tante idee in testa, e sarebbe impossibile raccontarti in un solo post i tre giorni dell’evento. Però possiamo condividere con te alcuni dei momenti che ci hanno colpito di più.

Digital transformation, ci sei già dentro!

Il tema della ‘trasformazione digitale’ è stato centrale. La trasformazione nei mezzi e nei modi della comunicazione e del marketing è evidente, profonda e costante. La viviamo tutti ogni giorno, nessuno escluso. Anche chi decide di ignorare il nuovo ambiente digitale ne è comunque parte, più o meno indirettamente, a meno che non decida di mettersi ai margini dalla società. Certo, non tutti i luoghi sono pervasi nello stesso modo dal digitale. Ma è solo una questione di tempo, perché presto (pochi anni o pochi mesi in base ai casi) anche le periferie saranno raggiunte dalle nuove tecnologie, in ambiti diversi e importanti. Ecco dunque alcuni dei principali elementi di questa trasformazione in atto:

Chatbot: sono programmi dotati di intelligenza artificiale e capaci di rispondere in tempo reale alle domande degli utenti e, più in generale, a gestire conversazioni con esseri umani. In effetti i chatbot si usano sempre di più per il customer service. I chatbot sono sempre più sofisticati, efficienti ed empatici, e si prevede che presto potranno essere usati per fornire assistenza in situazioni di pericolo o addirittura per automatizzare certe forme di psicoterapia. Ma i chatbot possono già essere strumenti molto utili, perché permettono di tenere sempre aperto un ufficio, e così fornire tanti tipi di risposte immediate agli utenti e ai clienti.

 

 

Internet of Things (Internet delle Cose): si tratta dell’integrazione tra dispositivi fisici di tipo diverso (dagli elettrodomestici, ai sistemi di allarme, a macchine di gestione di infrastrutture, servizi, trasporti, ecc.) e Internet. I dispositivi collegati alla Rete possono essere gestiti da remoto in maniera sistemica, monitorati in tempo reale, aggiornati e ottimizzati grazie allo scambio e all’archiviazione di dati. Questa tecnologia è sempre più usata anche in attività commerciali come la gestione dei B&B, degli eventi, o dei magazzini.

Realtà virtuale e realtà aumentata: il design e il marketing dei prodotti diventano “immersivi”, grazie a queste tecnologie di simulazione parziale o totale di ambienti o esperienze. Quando l’integrazione fra simulazione e realtà fisica è particolarmente bilanciata, si parla anche di “mixed reality”. Un esempio ormai diffuso sono certi cataloghi online di arredamento, che permettono di vedere come ci sta un certo mobile nello spazio fisico della tua casa o dell’ufficio. Ma le applicazioni sono tantissime e praticamente in ogni ambito. Fra le più popolari: videogiochi, software educational, turismo.

Denaro digitale: in un futuro sempre più vicino potrai andare a fare la spesa senza portarti dietro il portafogli. Gli acquisti si faranno via smartphone, e potrai anche gestire le carte fedeltà dei tuoi negozi e locali preferiti. Stanno nascendo anche sistemi di condivisione dei portafogli fra più utenti, e sistemi che permettono di abbattere i costi di transazione.

Crowdfunding digitale: nel corso dell’evento, abbiamo ascoltato alcune storie molto interessanti di crowdfunding orientati al business e alla comunità (crowdfunding civici). Il crowdfunding permette di lanciare un progetto con pochi fondi, ed è utile per testare nuove espansioni. Esistono piattaforme, come la community di e-commerce Shopify, che permettono addirittura di avviare un progetto imprenditoriale senza avere un capitale di partenza. Le persone che usano il crowdfunding per concretizzare idee e progetti sono sempre di più, e il numero è destinato a crescere. A marzo di quest’anno, Facebook ha introdotto la sua propria funzionalità di raccolta fondi per certe cause specifiche (per il momento è disponibile solo negli USA).

Big data: la mole enorme di dati scambiati su Internet richiede sistemi di gestione e di interpretazione potenti e sofisticati. I dati sono processati da software di intelligenza artificiale, e sono sempre più determinanti per guidare le decisioni strategiche in ogni ambito, sia commerciale sia no. Durante il SMDAYIT, abbiamo ascoltato la testimonianza di Enel Group, che ha usato la piattaforma Talkwalker per ottenere big data aggiornati e lanciare un programma di monitoraggio globale. I big data sono sempre più usati per acquisire insight di ogni tipo. Un ambito di applicazione particolarmente interessante è l’influencer marketing. Infatti, per definire al meglio e monitorare le campagne sono necessari dati di vario tipo e sempre aggiornati, che permettano di capire e controllare la credibilità e l’autorevolezza degli influencer e l’efficacia delle loro azioni.

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Video e podcast

Essere originali, fare del real time marketing e proporre dei contenuti interessanti per il target di riferimento non è affatto facile. I contenuti pubblicati tutti i giorni sul Web e sui social in particolare aumentano in maniera costante. Ormai bisogna competere con una quantità gigantesca di proposte. L’attenzione dell’utente medio necessariamente diminuisce davanti al bombardamento di informazioni che riceve. Una soluzione per cercare di emergere è curare il “mix dei contenuti”. Così per esempio è bene includere video e podcast nella strategia di comunicazione, perché sono contenuti che possono essere fruiti in maniera più facile rispetto a quelli testuali. Questo non significa che sia facile produrre questo tipo di contenuti. Le proposte amatoriali di bassa qualità inondano il Web, ma hanno poco successo. Il video, in particolare, richiede uno studio attento del pubblico, del messaggio e della sceneggiatura, oltre chiaramente a competenze tecniche specialistiche.

 

 

Anche per realizzare un podcast efficace bisogna individuare un target e studiare il modo migliore per mandare il messaggio. Rispetto al video è tecnicamente più semplice da realizzare, grazie a certe piattaforme dedicate. Un elemento centrale di un podcast è la voce dello speaker. Usarla bene può davvero fare la differenza. In USA 67 milioni di persone ascoltano almeno un podcast al mese. Secondo i dati presentati da Tonia Maffeo della piattaforma Spreaker, il 65% di chi ascolta podcast ha affermato di essere più incline all’acquisto di un prodotto.

Start up, una questione di costanza

Il nostro è un momento storico importante, perché testimone di grandi cambiamenti trasversali. Per molti aspetti, la società di oggi è assai diversa da quella di 20 o anche di 10 anni fa. In particolare, il mondo del lavoro e le forme di consumo hanno preso direzioni inedite e continuano a cambiare. La mobilità è un concetto chiave della società. L’uso massiccio degli smartphone ne è un esempio. Ma anche il lavoro stesso diventa sempre più mobile. Sempre più persone fanno lavori itineranti o lavori che non prevedono un particolare luogo fisso dedicato. Si lavora spesso da casa o si prendono in affitto spazi nei coworking. Spesso il lavoro è anche meno solido, e richiede una ridefinizione costante di offerte e competenze. Nei prossimi anni sempre più persone diventeranno freelance, perché una gestione in proprio viene incontro meglio a queste nuove esigenze di mobilità.

“Rischio” è una parola che, sebbene faccia anche paura, diventa sempre di più una caratteristica difficilmente evitabile di qualunque impresa. Infatti, è importante essere pronti a prendere decisioni radicali, a reinventarsi, perché il mondo intorno a noi cambia ad alta velocità e il rischio maggiore, che supera gli altri, è rimanere indietro e dunque fuori.

Al SMDAYIT abbiamo ascoltato alcuni giovani startupper, che ci hanno raccontato la loro storia e l’evoluzione dei loro progetti. Nelle loro narrazioni, il termine “fallimento” ha acquisito una valenza diversa, avvicinandosi molto al concetto di opportunità.

 

 

Da queste testimonianze, e dal Mashable Day in generale, abbiamo imparato che, se sbagli una volta, è meno probabile che la prossima volta non farai lo stesso errore. Avere una bella idea è fondamentale. Ma è altrettanto fondamentale saperla implementare e saperla raccontare durante il suo sviluppo. La specie umana è fatta di storyteller (Daniel Levitin), e la narrativa dei progetti deve usare un linguaggio chiaro, semplice ed empatico. Evita di usare troppi termini tecnici; se a volte non ne puoi fare a meno, assicurati di spiegarli bene. Ricordatene anche quando chiedi dei finanziamenti per il tuo progetto, che sia attraverso un bando o direttamente a qualche business angel. Più riesci a trasmettere il tuo sogno e più aumentano le probabilità di attrarre la partecipazione di altre persone. Prima ancora, ristudia bene il tuo progetto e cerca di valorizzare al massimo il tuo prodotto o servizio. Non avere paura di fare modifiche all’idea originale, anche radicali, se ti rendi conto che sono necessarie o favorevoli. E, chiaramente, cerca di pensare a una strategia di comunicazione e di diffusione efficace, sostenibile e originale.