Contenuti testuali

Scrivere per il web: Comunicare nella società della condivisione

Il Web è certamente il mezzo di comunicazione più importante di oggi. Ma è anche uno spazio sovraffollato di contenuti, in cui non è facile avere visibilità e catturare l’attenzione.

Il Web poi evolve velocemente. Perciò, la produzione di contenuti per il Web richiede anche un adattamento costante ai cambiamenti.

Come fare?

Spesso si crede di poter ottenere visibilità attraverso una SEO potente che porti a un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ma ci si dimentica che i motori di ricerca misurano la rilevanza dei contenuti anche in base alla loro qualità.

La qualità di un contenuto Web è una proprietà specifica, un parametro algoritmico, misurato dalle macchine secondo precisi criteri quantitativi. Spesso non coincide con la qualità che un essere umano sarebbe disposto ad attribuire al contenuto.

Ma le macchine sono sempre più ‘intelligenti’ (deep learning) e più capaci di valutare un contenuto in maniera simile a come farebbe un essere umano. Perciò, la qualità meccanica si avvicina sempre di più alla qualità come è percepita dagli esseri umani.

La rilevanza che la SEO attribuisce a un contenuto è anche una misura del coinvolgimento (engagement) prodotto dal contenuto. Più il contenuto è popolare e più le macchine lo giudicano rilevante.

Da queste osservazioni è chiaro che anche la rilevanza della SEO è un parametro algoritmico, che può avere poco a che vedere con la rilevanza attribuita a un contenuto da una persona. La rilevanza digitale emerge dunque da una interazione fra qualità (digitale e ‘analogica’) e popolarità, e non è difficile vedere che alla base della SEO c’è una logica un po’ circolare e perversa.

Contenuti testuali: come possiamo orientarci?

Come possiamo sviluppare contenuti di successo in un ambiente così complesso e spesso contraddittorio?

Credo che la strategia migliore sia cercare di adattarsi all’ambiente.

Ciò significa innanzitutto produrre contenuti che seguono criteri umani di qualità e di rilevanza, ma che nello stesso tempo tengono conto dei limiti del Web digitale (logiche meccaniche, sovraffollamento).

Osserva il comportamento delle persone: quali spazi frequentano? Che cosa preferiscono fare? Quali nuove abitudini emergono?

Il problema tempo: la lunghezza dei contenuti testuali.

Sul Web abbiamo tutti poco tempo. Più un contenuto testuale è breve e più è facile che sia letto davvero. Più è lungo e più ha bisogno di sostegno (autorevolezza, popolarità, ecc.). D’altro canto, produrre contenuti brevi ma chiari e coinvolgenti non è facile.

Il problema spazio: dove pubblicare?

Non bisogna aspettare che le persone ci trovino; bisogna andare incontro alle persone. Oggi le persone affollano i social network. Che cosa succederà domani?

Le abitudini e le preferenze delle persone sui social network, e specialmente su Facebook, stanno influenzando le caratteristiche dei contenuti testuali. Sui social leggiamo gli status degli amici, le storie che questi ci raccontano, spesso accompagnate da foto. Siamo attratti dalle storie brevi, che riportano momenti di vita.

Sempre di più, lo storytelling è anche la forma privilegiata di tanti contenuti aziendali. Oggi la distanza fra stile di comunicazione individuale e stile di comunicazione aziendale è sempre più piccola. Un’azienda che comunica con un ‘tono di voce’ informale e che si presenta essa stessa come utente di una rete di relazioni orizzontali, è un’azienda più piacevole da ‘ascoltare’ e appare più degna di fiducia.

In occasione del prossimo #SorsiAperiWeb (venerdì 15 dicembre a Nuoro) parleremo anche di tutte queste cose. Se ti interessa partecipare all’incontro, prenota il tuo posto via email a info@sorsidiweb.com.