Community management

Sorsi di Community Management, l’intervista a Elisa Contessotto

Oggi abbiamo come ospite una collega che fa del Community Management la sua passione quotidiana: Elisa Contessotto (guarda il suo profilo LinedIn).

Curatrice fotografica e creative strategist, dal 2012 nel web si occupa di inbound marketing e personal branding. Si è specializzata in tutti gli strumenti che possono servire a un Artista (come a un libero professionista o a un’azienda) per essere presente in rete in modo efficace.  A Elisa piace definirsi una ‘creative strategist’ perché, dopo un percorso cominciato da lontano, quello che fa tutti i giorni è offrire delle soluzioni personalizzate e non convenzionali per far raggiungere ai suoi clienti gli obiettivi desiderati.

Vediamo insieme le sue risposte alla nostra intervista:

  1. Ciao Elisa, grazie per il tuo tempo. Ci racconti chi sei e di cosa ti occupi?

Sono una curatrice fotografica e una creative strategist. Ho maturato nel web la passione per la scrittura e per le immagini e ora affianco artisti, liberi professionisti e PMI nel loro percorso occupandomi di personal branding e di inbound marketing. Mi piace personalizzare al massimo quello che posso offrire a ogni cliente. Il web offre delle possibilità incredibili per chi vuole promuoversi online e un professionista che opera nel settore deve saper attingere da diverse aree di interesse per formulare la proposta più utile alla realtà con cui si sta interfacciando. Per questo negli anni ho studiato anche la SEO, Google Analytics e le basi di Adwords e mi sono circondata di una rete professionale solida e proattiva. Collaboro con SEOCube e mi occupo di formare i professionisti all’uso di SEOZoom..

 

Personal Branding Corso

  1. Come ti sei affacciata a questo settore?

Ho sempre avuto tante idee. Solo che all’inizio erano confuse e poco pragmatiche. Poi ho capito che non sono solo le grandi fantasie a fare la differenza; anche le piccole intuizioni di tutti i giorni, se inserite nel giusto contesto, possono dare una svolta concreta, soprattutto nel marketing digitale dove spesso non è solo il budget a determinare il successo di una campagna bensì la creatività fatta nei modi e nei tempi giusti. Le idee sono questione di tempismo. E nel web non puoi perdere l’attimo!

  1. Dalla tua esperienza come community manager, hai dei suggerimenti specifici per una cantina?

Vengo dalle terre del Prosecco e sono cresciuta circondata da vitigni, cantine e tanti bicchieri di vino. Per una cantina i social network sono un valido strumento per ampliare il bacino di clienti soprattutto per rafforzare il valore stesso del vino. Con una Pagina Facebook ben strutturata e una programmazione che non richiede troppe energie si può fare la differenza e condividere i valori che sono parte del brand, dell’etichetta. È importante per il consumatore finale prendere parte – seppur virtualmente – a tutto il processo di produzione del vino e non solo a quello finale della vinificazione. E, perché no, condividere anche le gioie di una bella giornata di sole e le preoccupazioni di una grandinata inaspettata che rischia di danneggiare il raccolto. Il vino è estremamente ricco di storie, di colori, di profumi.

 

professionista del web

  1. Nell’ambito della ristorazione, invece, quali sono le mosse vincenti per costruire una community?

Il consiglio è quello di cogliere ogni commento che arriva dai social come un’opportunità sia nel caso in cui il feedback sia positivo sia quando è negativo. La ‘negative voice’ se gestita in modo corretto può diventare una risorsa non inferiore a un complimento. Online così come offline, le malelingue ci possono essere, vuoi perché spinti dalla concorrenza, vuoi perché la serata storta può capitare… Ma la maggior parte persone non vuole danneggiare l’immagine del locale, vuole solo essere compresa e trovare una giustificazione alla propria esperienza negativa. In linea generale ogni commento può essere utile a tutta la filiera per evidenziare e prendere consapevolezza dei punti deboli e come punto di partenza per migliorare il servizio. Quando i propri clienti (o potenziali tali) vengono resi partecipi in modo attivo, questi si legano ai valori e alla ‘visione’ del ristorante. Se un commento è sterile e ingiustificato, saranno gli stessi clienti soddisfatti a difendere il locale. Il bello di una community forte è anche questo. Crei degli alleati!

  1. Hai un consiglio per chi sta iniziando a comunicare la propria attività enogastronomica?

Fare un corso di fotografia! Scherzi a parte, nel settore enogastronomico le immagini e tutto il contesto visuale assumono un ruolo centrale nella comunicazione. Per molte attività è difficile potersi affidare a un Social Media Manager professionista perché il costo sarebbe superiore al budget a disposizione e questo è comprensibile. Tuttavia, anche una piccola azienda non deve sottovalutare il social media marketing e può affidarsi a un consulente non delegando l’attività, ma formando parte del personale interno per gestire i social e la comunicazione web in autonomia. Imparare a impostare correttamente un profilo, fare un corso di fotografia per raccontare meglio cibi e vini negli scatti, confrontarsi per una consulenza sulla strategia da mettere in atto: non si può pensare di essere online in modo convincente se non si investe in formazione! Pensa, anche io che sono un’esperta del settore, quando lavoro ai miei progetti personali non perdo l’occasione di confrontarmi con altri consulenti. Quando si pensa in due, le idee sono migliori! 😉

 

  • Giacomo

    Complimenti per Sorsi di Web a Susana Alonso ed a Eleonora Carboni.
    Questa intervista di Susana è favolosa.
    Mi è piaciuta molto perchè Elisa Contessotto è bravissima nel Community management e spero di leggere tanti bei articoli visto che mi sono iscritto alla newsletter.
    Brave veramente.

    • SorsiDiWeb

      Grazie mille Giacomo per i tuoi commenti. Ci fa piacere sapere che la nostra nuova rubrica ti piace, e che ci leggerai in futuro 🙂 Un saluto, Susana