Vinitaly strumento epr l'internazionalizzazione

Vinitaly, strumento per l’internazionalizzazione

Un’altra edizione di Vinitaly si è conclusa con ottime notizie e grandi numeri. Il dato forse più importante è che questa edizione 2017 è riuscita a interessare, attrarre e deliziare più operatori esteri che mai. I numeri lo confermano:

La fiera di Verona ha registrato 128.000 presenze provenienti da 142 paesi. I buyer esteri sono stati 30.200, un 8% in più rispetto al 2016. I nuovi buyer registrati in questa edizione sono arrivati da USA, Cina, Hong Kong, Australia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia, Taiwan Brasile, UK e Russia.

 

assistenza in fiera Sorsi di web Sardegna

 

Il primo bilancio del salone sembra dunque essere assai positivo, dopo quattro giornate impegnative ma anche stimolanti per gli espositori. A questo punto viene naturale chiedersi come mai tante piccole cantine non siano ancora presenti nella fiera italiana più importante del settore, e fra le principali a livello internazionale.

Le motivazioni possono essere diverse. Vediamo dunque insieme come potresti attrezzarti per riuscire a partecipare l’anno prossimo, se ancora non l’hai fatto.

 

Non avere tempo per prepararsi

Anche per le fiere, come per le altre attività di marketing e comunicazione dell’azienda, la parola d’ordine è “organizzazione. Bisognerebbe cercare di prepararsi agli eventi di settore, e specialmente a quelli importanti come Vinitaly, con almeno 6 mesi di anticipo (se non addirittura un anno prima).

Redigi un business plan per questa occasione, includendo date di scadenza per ogni fase della preparazione dell’evento, del suo svolgimento e del suo follow up. Almeno tre mesi prima dovresti definire un piano di comunicazione dell’evento, attraverso il sito aziendale, la newsletter e i canali social dell’azienda.

Difficoltà relative allo stand

Se hai pianificato bene i tempi, avrai tempo a sufficienza per chiedere tutti i preventivi relativi alla fornitura dello stand, e per compilare i moduli di iscrizione richiesti dall’ente fiera. Assicurati di stanziare il budget per ogni voce, e di stabilire nei dettagli il tipo di allestimento. Non ci sono dubbi: l’effetto “Wow!” è premiante; ma a volte è meglio non strafare, e concentrarsi invece su un punto focale preciso, che racconti il prodotto e la passione del produttore in maniera semplice, chiara e il più possibile low cost.

Vinitaly strumento internazionalizzazione

Difficoltà nel reperire personale competente

Non è possibile svuotare l’azienda in occasione della fiera, ma puoi stimolare il tuo team a collaborare alla gestione dello stand. Agenti, area manager e addetti all’ufficio commerciale solitamente sono disponibili ad andare in fiera. Se, invece, qualcuno non si sente tanto portato per l’evento, potrebbe comunque agire come backoffice dalla sede per supportare i colleghi in tempo reale. Se non hai abbastanza collaboratori, l’ente fiera è di solito in grado di fornire un servizio di hostess, e le agenzie specializzate possono anche offrirti personale con competenze tecniche e linguistiche specifiche.

Sarebbe opportuno includere nel business plan eventuali aggiornamenti del sito e dei social media aziendali in alcune lingue straniere; ancora più importante è portare in fiera materiale cartaceo (come brochure e cataloghi) multilingua, da lasciare ai visitatori.

Non avere una presenza online adeguata

Come menzionavo sopra, tra gli investimenti da includere nella preparazione di una fiera c’è la comunicazione online. In particolare, ti ricordo che la presenza digitale dell’azienda dovrebbe essere il più possibile in linea con quanto viene trasmesso anche nell’offline. Indispensabile avere traduzioni perfette di news, post, e articoli, ma anche foto professionali e immagini che descrivano l’azienda in maniera incisiva.

Non meno importante è la costanza nel presidio dei canali social. Nei contenuti, ti consiglio di cercare sempre la massima integrazione con la realtà dell’azienda: sia nei social sia nel blog, non andare mai oltre le tue vere possibilità di azione, e non fare mai promesse che sai che potrebbe essere difficile (o impossibile) mantenere. Promuovi in maniera sostenibile!

Avere un’identità di marca poco chiara

La brand identity della cantina deve avere un filo conduttore chiaro che attraversa ogni elemento: dalla bottiglia di vino, passando per la brochure e il listino prezzi, e finendo con il sito web e i canali aziendali.

Dunque è fondamentale parlare in ogni medium con una voce e un tono di voce che rappresentino fedelmente l’azienda. I colori, i loghi e i font devono essere facilmente riconducibili al brand. Lo storytelling del vino dovrà essere coerente, ma declinato nelle grammatiche specifiche dei singoli media. Anche le attività relative al restyling del brand o all’apertura di nuove presenze online dovranno essere pianificate e messe in budget per tempo.

Raccontami la tua esperienza e, se hai bisogno di una consulenza, contattami. Sarò felice di risponderti.