La sostenibilità è diventata un criterio di scelta per chi visita una cantina o acquista una bottiglia di vino: lo dicono i dati di settore, lo confermano le esperienze enoturistiche che ogni anno raccontano ai visitatori pratiche più attente all’ambiente. Ma dal 2026 comunicare la sostenibilità richiede più attenzione di prima.

Il D.Lgs. 30/2026, che recepisce la Direttiva UE anti-greenwashing, introduce nuove regole su cosa un’azienda può dire e cosa no quando parla di impatto ambientale, pratiche sostenibili o certificazioni. L’obiettivo del legislatore è duplice: contrastare le pratiche ingannevoli e aumentare la trasparenza verso il consumatore.

Per le cantine e per chi si occupa di enoturismo, questo significa rivedere i claim, le etichette, i materiali di comunicazione e persino il linguaggio utilizzato nei tour in vigna.

 

Il caso tedesco che ha fatto scuola

Un esempio concreto arriva dalla Germania, dove alcune cantine della Renania e della Mosella hanno venduto pacchetti turistici definiti “Klimaneutral” (a impatto climatico zero). Il problema non era il pacchetto in sé — bus o e-bike tra le vigne, visita alla tinaia, pernottamento, degustazione — ma il modo in cui veniva presentato: come un’esperienza a “zero emissioni”, quando in realtà l’impatto zero non derivava da una reale riduzione delle emissioni, bensì dall’acquisto di crediti di carbonio (offsetting).

La giurisprudenza tedesca ha vietato questa pratica, tracciando una linea netta tra riduzione reale e compensazione a posteriori. Dal 2026, i claim basati solo sull’offsetting rientrano nella Black List del Codice del Consumo e diventano illeciti automatici.

Per una cantina, la lezione è chiara: abbandonare parole assolute come “zero” o “a impatto zero” e sostituirle con dati verificabili su riduzioni reali e documentate.

 

Come mettere in sicurezza la comunicazione della cantina

Non basta modificare qualche frase in etichetta: serve un approccio strutturato. Al centro di tutto resta un principio semplice: la sostenibilità comunicata deve essere autentica e basata su dati verificati, non su uno slogan. Le tre “C” della comunicazione sostenibile credibile aiutano a orientarsi: concretezza (numeri e pratiche specifiche, confrontate nel tempo), coerenza (lo stesso messaggio su etichetta, social, sito e tour in cantina) e conversazione (un dialogo reale con i consumatori, non un monologo).

Approfondiamo questi temi, sia dal punto di vista legale sia da quello del marketing, nel webinar gratuito “Greenwashing nel vino: come comunicare la sostenibilità di una cantina in sicurezza”, mercoledì 16 settembre alle ore 14.00, live su Zoom.

Interverranno Susana Alonso, fondatrice di Sorsi di Web e autrice del libro Digital Wine Marketing: Guida alla promozione online del vino e dell’enoturismo (Hoepli), ed Elena Bosani, avvocato e consulente legale ESG per consorzi vitivinicoli e filiere agroalimentari.

In agenda:

  • Direttiva UE anti-Greenwashing e D. lgs 30/2026;
  • Enoturismo e Greenwashing;
  • Case Study: “Pacchetti turistici Klimaneutral”;
  • Roadmap operativa;
  • Take away Enoturismo;
  • Q&A.

Come partecipare al webinar su Zoom

La partecipazione è gratuita. Dopo la registrazione della diretta, riceverai tutto il materiale del webinar direttamente su WhatsApp.

Ti aspettiamo mercoledì 16 settembre online. Registrati ora su Zoom e prenota il tuo posto.

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Puoi leggere anche: Come comunicare il vino nell’era della sostenibilità

 

 

Il libro di Susana Alonso “Digital Wine Marketing: Guida alla promozione online del vino e dell’enoturismo” è disponibile su Amazon e nelle librerie, sia digitali sia fisiche.

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